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Giampaolo Mocci life as a climber
New sector, "Placca dell'attesa"

Falesia

New sector, "Placca dell'attesa"

16 agosto 2018

In pochi minuti dalla bella spiaggia di Portixeddu e dal piccolo paesello estivo con lo stesso nome, percorrendo una stretta lingua d'asfalto, si giunge al Canyon di…

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In pochi minuti dalla bella spiaggia di Portixeddu e dal piccolo paesello estivo con lo stesso nome, percorrendo una stretta lingua d'asfalto, si giunge al Canyon di San Nicolò. Un luogo affascinante e dal carattere selvaggio. Sono belle le linee che salgono lungo i fianchi di questa imponente gola calcarea. Le vie contrariamente alle dimensioni delle pareti non sono molto alte ma piacevoli da scalare e per niente banali. Lo stile di scalata è abbastanza vario, arrampicata di dita e placca nei settori bassi, atletica su grandi stalattiti per le vie nella grotta.

I primi settori furono attrezzati tra il ‘99 e il 2000 e anch'io diedi il mio apporto, attrezzando alcune linee che ancora oggi guardo con trasporto, essendo tra le prime che ho chiodato. All'epoca ero agli inizi della mia esperienza verticale e da chiodatore, ma il potenziale e la qualità della roccia di quelle pareti erano tangibili già allora. Ma come spesso accade l’euforia del momento si affievolisce, l’attenzione si sposta verso altri interessi e quello che sembrava stesse per diventare un “cult”, ad oggi rimane ancora un’area dal potenziale inespresso.

Uno dei momenti iniziali della realizzazione del settore
Uno dei momenti iniziali della realizzazione del settore

Periodicamente ritorno a fargli visita e ogni volta la voglia di aggiungere qualche linea è sempre forte... molto forte. Questa volta ho deciso di seguire il "saggio" consiglio di Oscar Wilde che diceva:

- L'unico modo per resistere alle tentazioni, è cedervi.

In appena due serate, nel dopo spiaggia, ecco prendere forma (per ora) un mini settore dal nome: “Placca dell'attesa”.

Complici di questa rinnovata voglia di dare una brezza di novità a questa gola, sono stati Barbara, Martina e Andrea, che si sono lasciati trasportare dalla bellezza del canyon. Non solo hanno contribuito economicamente all'acquisto del materiale necessario, ma si sono pure impolverati l’imbrago, sporcati le mani, affaticati la schiena e preso in mano il trapano con chiaro intento di usarlo.

Vedere Andrea cimentarsi energicamente, Barbara tracciare e Martina nel difficile ruolo di “direttore dei lavori”, è stato divertente e coinvolgente… ma con il vantaggio finale del profitto, visto che ci saranno quattro nuovi itinerari su cui divertirsi.
Un nuovo settore è sempre un buon modo per riaccendere l’attenzione sulle aree messe un po’ in secondo piano. Personalmente avendo la possibilità di reperire il materiale, le potenzialità in questo luogo non mancano e sicuramente il risultato non deluderebbe, ma bisogna fare i conti con gli “euri” e allora sì che la creatività diventa latitante. Ma si sa i chiodatori sono gente semplice, ragionano e parlano con la roccia, quindi non mi stupirebbe se già da domani il trapano facesse sentire i propri echi nel canyon.

Vista a 360° del canyon di San Nicolò (Fluminimaggiore)
Vista a 360° del canyon di San Nicolò (Fluminimaggiore)

Conclusioni e dettagli.
Un particolare ringraziamento a Martina e Andrea che oltre ad aver partecipato attivamente alla realizzazione delle vie, hanno contribuito economicamente finanziando "Rinco mincio da qua" e "L'ho spuntata".

Doveroso e non scontato il ringraziamento per il supporto da parte degli sponsors che sostengono le mie iniziative (link agli spazi web aziendali):

AT Sardinia
Zamberlan
Chillaz
Skylotec

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